martedì 24 agosto 2010

Tradizione Vs Innovazione

La lotta fra tradizione ed innovazione è una lotta che si protrae ormai da molto tempo, che interessa praticamente tutti gli ambiti, che trascende i soggetti stessi che la riguardano fino a diventare una lotta ideologica.
Non credo di essere una sostenitrice assoluta dell'una o dell'altra parte in causa, ovviamente dipende dall'argomento.
Ci sono casi in cui non si può chiudere gli occhi davanti all'innovazione, e mi riferisco soprattutto al campo medico-scientifico, ed altri casi in cui invece innovare può voler significare perdere qualcosa di "romantico", e ci fa sentire tutti un pò nostalgici...
Ma anche in questo caso non si può fare di tutta l'erba un fascio.
Senza andare a toccare argomenti spinosi o di carattere morale/filosofico/religioso, in questo caso specifico volevo esporre la mia personale opinione su una lotta abbastanza futile ma che mi tocca da vicino.

La battaglia tra libro scritto ed ebook.

Sono una lettrice incostante, passo da periodi di aridità completi a periodi di attacchi ossessivi compulsivi in cui annullerei ogni mia attività per rifugiarmi tra le pagine scritte.
Ho la sfortuna (o fortuna) di passare molto tempo sui mezzi pubblici, e mi piace occupare questo tempo morto a leggere.
Leggere ti permette di vivere tante vite diverse, anche se non sempre ho la predisposizione d'animo adatta a catapultarmi in nuove realtà.

Nonostante la grande pubblicità degli ultimi tempi però, il libro elettronico proprio non riesce a convincermi...non che debba farlo per forza, dopotutto non credo che avermi come convinta sostenitrice sia uno degli obiettivi principali che gli inventori degli ebook si sono prefissati di raggiungere!
In questo senso sono una romantica, forse solo in questo, ma l'idea di racchiudere tutti i testi in un unico aggeggio elettronico, catalogandoli in cartelle, e portandoli sempre con me, mi mette un pò di tristezza.
Come se un libro fosse solo le "parole" scritte al suo interno...
Ma un libro non è solo questo, il libro è un oggetto, un oggetto che in fondo rappresenta qualcosa di magico, perchè racchiude un mondo, fatto di persone, paesaggi, sentimenti, atmosfere, musiche e quant'altro.
E come ogni cosa, non è solo il contenuto a renderlo così bello, ma anche il contenitore.
La copertina, la sua consistenza, l'immagine scelta, il retro di copertina con le informazioni sul contenuto e gli accenni all'autore...e le pagine interne, la scelta del carattere, la consistenza della carta, il profumo...
Quando ero piccola lessi la storia infinita, un libro che mi sembrò "magico".
Ricordo ancora che i capitoli non erano numerati ma scanditi dalla successione delle lettere dell'alfabeto, al centro della pagina, in alto, grandi e tutte decorate, e che queste lettere erano anche l'iniziale della prima parola del capitolo: così il primo capitolo cominciava con una parola che iniziava per A, il secondo con una che iniziava per B e così via.
E invece di essere scritto con caratteri neri, era scritto con caratteri verdi (quando si parlava della vera e propria storia infinita) e rosa (quando invece si parlava di Sebastian che leggeva chiuso in soffitta).
Mi domando quanto poco fascino avrebbe un libro del genere letto su un ebook.

Senza contare che il tempo trascorso in libreria a scegliere quale libro comprare ha il suo peso.
Io nelle librerie sarei capace di trascorrerci le ore, e quando sono sola lo faccio.
Mi piace vagare tra gli scaffali, guardare tutti quei libri senza in realtà riuscire a vederne nessuno, perchè sono troppi e tutti insieme...quel leggero senso di spaesamento, la convinzione che se cerchi un testo preciso sicuramente non lo troverai (e allora ci provi con uno a caso per sfidare la sorte e quando lo trovi è come se rivedessi un tuo vecchio amico proprio dove non ti aspettavi!)
Vagare così, perdendoti tra tutti quei colori, aspettando che qualcosa attiri la tua attenzione...magari per la scelta dell'immagine di copertina, o incuriosita dal titolo, dall'autore e perchè no, spesso e mooolto volentieri anche dal prezzo (braccine corte!)
Non saprei, sono una serie di congiunzioni astrali che alla fine ti portano a scegliere un libro, fanno scattare quel meccanismo che crea una sorta di rapporto empatico tra te e quella serie di pagine scritte, senti che puoi andarci d'accordo, e che per un pò diventerà parte della tua vita...
E mi piace...
Non sono pronta a rinunciare a tutto questo, non sono pronta a perdere quelle piccole e stupide abitudini che si ripetono ogni volta, come leggere subito, ancora prima di iniziare, l'ultima parola del libro, con la trepidazione di fare quasi una cosa proibita, oppure controllare, ogni volta che lo richiudo, quante pagine ho letto e quante ne mancano alla fine, divise dal segnalibro di turno, o annusare la carta, o restare a fissare la copertina domandandosi chissà perchè è stata scelta proprio quella immagine...

In fondo ogni libro è una piccola opera d'arte, un atto di amore, un insieme di scelte...e l'ebook sarà anche più comodo, più economico, meno "inquinante", ma anche senza dubbio più sterile, più freddo ed impersonale...

Ed almeno i libri, io, voglio che mi facciano ancora sognare....

domenica 4 luglio 2010

Carpe diem

Tu ne quaesieris (scire nefas) quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius quicquid erit pati,
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,

quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.


Tu, non cercare di conoscere, oh Leuconoe,quale destino gli dei ci
abbiano riservato: non è lecito saperlo! E non mettere alla prova la
cabala babilonese.
Come è preferibile, sopporta qualsiasi cosa.
Sia che Giove ci abbia concesso molti inverni ancora,
sia che sia l'ultimo questo

che ora fiacca il mar Tirreno contro la barriera delle scogliere.
Sii saggia,filtra il vino e poiché breve è il lasso di tempo,
tronca ogni
lunga attesa. Persino mentre parliamo, sfuggirà
la nostra
età invidiabile. Cogli il momento presente, fiduciosa il meno possibile
nel giorno che verrà.


Orazio è uno dei miei autori latini preferiti, lo è per la "modernità" delle sue idee, dei suoi temi, e del suo approccio alla vita.
Lo è perchè è un personaggio complesso, un malinconico ottimista, un ironico saggio...è tutto ed il contrario di tutto.
Un epicureo che cerca di sfuggire all'ansia della morte aggrappandosi alla bellezza della vita, ai piaceri che essa ci offre.
Ma il suo non è un messaggio edonistico, non è un invito a dedicarsi in maniera dissoluta e sfrenata a tutti i piaceri della vita, piuttosto è un'esortazione a non preoccuparsi troppo del futuro, perchè esso è incerto ed imprevedibile, e a godere dei piccoli piaceri di ogni giorno, quei piaceri di cui spesso nemmeno ci rendiamo conto perchè ci sembrano scontati, dovuti, poco importanti, presi come siamo a desiderare dalla vita chissà cosa.

martedì 29 giugno 2010

Bruno Munari - "La scatola dei giochi" - 1976

Bruno Munari, un personaggio "leonardesco"




L'altro giorno mi sono imbattuta in un video su Rai storia, in cui il grande Bruno Munari spiegava a dei ragazzini come costruire una chitarra fatta in casa.
Praticamente un precursore di "art attack", ma con un'atmosfera decisamente più romantica ed artistica.
Mi è così tornato in mente questo personaggio poliedrico ed ho ripreso i due libri che lessi ai tempi dell'università: Fantasia e Da cosa nasce cosa, due libri che consiglio vivamente e non solo a tutti coloro che si interessano di design.
Bruno Munari è stato un personaggio molto importante per lo sviluppo delle arti visive moderne, il suo concetto di design era molto vasto ed è stato forse tra le prime figure a capire che il design non è legato al lusso o all'elite, il design fa parte della vita di tutti noi, e deriva dalla funzionalità, dallo studio intelligente delle esigenze dell'uomo e dalla ricerca del migliore modo di risolverle.
Molto interessante è anche lo studio di Munari sui bambini, e sui giochi più adatti a sviluppare le loro capacità e allenare la loro fantasia(ad esempio i "Prelibri" o il gioco "più e meno").
Vi lascio con una massima che racchiude, a mio avviso, tutto lo spirito ironico e l'intelligenza di questo mito!

"Quando qualcuno dice
questo lo so fare anche io
vuol dire
che lo sa Rifare
atlrimenti lo avrebbe
già fatto prima"



domenica 27 giugno 2010

Sapevatelo #1

Poliedro: è un solido delimitato da un numero finito di facce piane poligonali.
Un Poliedro, per essere definito tale deve avere un numero di facce non inferiore a 4.

Il Poliedro più piccolo è il Tetraedro, che ha 4 facce triangolari.

I 250 film assolutamente da vedere

Avete voglia di passare una bella serata sul divano a guardare un film ma non riuscite a decidere quale?
Può risultarvi di aiuto l'elenco dei 250 film più votati dagli utenti dell'Internet Movie Database


E se il titolo non vi basta e volete saperne di più sulla trama di ogni singolo film, personalmente vi consiglio la consultazione del sito del mio critico cinematografico di fiducia, Alessio Guzzano:


Insomma, volete pure che vada a comprarvi i pop corn???
;)

sabato 26 giugno 2010

Un posto nel mondo

L'ho fatto.
Ho letto un libro di Fabio Volo.
In realtà non è stata una vera e propria scelta, potrei dire che è capitato, oppure in uno slancio romantico addirittura potrei affermare che è stato lui a scegliere me.
Non che io abbia niente contro Fabio Volo...in realtà devo ancora capire quali sono i miei sentimenti verso questo personaggio un pò tuttofare, un pò peter pan, un pò sornione...non so se lo adoro o lo odio profondamente.

In ogni caso ho letto questo suo libro, e non posso fare a meno di parlarne senza accompagnarlo da questa canzone di Luigi Tenco, che mi è risuonata nella testa durante tutto il romanzo.

Certo non è un best seller, non è il libro "della vita", quello che tieni sul comodino, o la risposta alla domanda "qual è il tuo libro preferito?" (di solito la risposta è sempre qualcosa di pesante/impegnativo che fa mooolto più figo, ecco), e l'autore, diciamola tutta, cade un pò troppo spesso nella trappola dei discorsi retorici zeppi di metafore, eppure...

eppure...

è scattato qualcosa.
Ha risvegliato una parte della mia coscienza, ha toccato delle corde che hanno vibrato propagando onde che si allargano sempre di più.
Il tema, se vogliamo, potrebbe risultare anche un pò banale: la ricerca di se stessi, del proprio posto nel mondo, ma inteso come posto interiore, come coscienza di sè stessi e di conseguenza della vita, ricerca che matura tramite un viaggio, attraverso luoghi fisici e stati d'animo.
Ma le domande, le scuse, le paure, la quotidianità era la mia, era quella di tutti noi.
Impossibile non immedesimarsi, impossibile non chiedersi "ma io sono veramente felice della mia vita, di quello che faccio, di come gestisco i miei rapporti?è davvero questa la vita che voglio o è solo l'unica vita che riesco a pensare?"
Domande banali, domande da serate tra amici che non ottengono mai una risposta risolutiva.
Chi non ha mai detto "ok, mollo tutto, parto e cambio vita, non ce la faccio più"
Tutti.
E chi ha avuto davvero il coraggio di farlo?
Pochi.

Non credo che la risposta a tutti i mali sia la partenza, non è un cambio di luogo che risolve tutti i problemi. Semmai li rimanda. In realtà non lo so nemmeno quale può essere la risposta.
So solo quali sono le domande, e sono tante....